Meduse dormienti: Il pisolino delle cassiopea

Le meduse. Phylum Cnidari, parenti di coralli (i veri e gli unici POLIPI animali). Diverse classi, diversi cicli di vita. Esseri gelatinosi con cui quasi tutti abbiamo fatto il conto almeno una volta nella vita. Di loro sappiamo poco, pochissimo: che sono fatte del 98 % d’acqua, che se le metti fuori dall’acqua si sciolgono. Che se ti toccano ti urticano, che se fai pipì sopra al ”morso” ti passa.

IMG_0161.jpg
Casssiopea mediterranea – Cotylorhiza tuberculata

In verità questi eleganti esseri nella loro semplicità sono tra i meglio riusciti, le prime meduse sono apparse ancor prima del Cambriano (541,0 ± 1,0 milioni di anni fa (Ma) ) e resistono ancora tutt’oggi.  Essendo organismi molli solo cambiamenti improvvisi e subitanei dell’ambiente circostante portano alla loro fossilizzazione, i loro ritrovamenti infatti sono qualcosa di raramente eccezionale!

Partiamo dall’inizio, cosa sono le meduse? Fanno parte del phylum Cnidaria che si divide in 5 Classi diverse:

  • Anthozoa: i tipici coralli, costituiti dalle colonie di polipi
  •  Cubozoa: le famose cubomeduse, vespe di mare
  • Scyphozoa: la classe delle meduse.
  • Hydrozoa: gli cnidari più primitivi, il loro ciclo vitale consta sia della fase medusoide che di quella polipoide
  • Staurozoa: particolari tipi di medusa che vivono capovolte a testa in giù

ciclo2

 

Le meduse sono degli animali planctonici, vagano trasportate – più o meno – dalle correnti marine. Una delle loro caratteristiche principali riguarda la capacità urticante, grazie agli cnidociti particolari cellule a uncino che possiedono un meccanocettore, questo appena sfiorato si attiva e rilascia come un arpione lo cnidociglio, insomma alla fine questo piccolo uncino si ancora alla preda e rilascia una sostanza urticante che ha il compito di paralizzare la preda. Queste sono tutte cose che già si sapevano da tempo però. La recente scoperta riguarda il fatto che anche degli esseri primitivi, celenterati, acquosi e decerebrati (letteralmente, gli cnidari non possiedono cervelli, né gangli, ma una rete neuronale) come le meduse si riposano. Le meduse del genere Cassiopea infatti sembra entrino in uno stato di sonnolenza.

Innanzitutto, cosa si intende esattamente per sonno?

Stato in cui l’attività di un organismo diminuisce. Gli individui che dormono necessitano di cicli più o meno regolari di quiescenza e in questi stadi reagiscono in maniera minore agli stimoli esterni. Quindi: diminuizione attività, necessità di dormire, diminuizione reazioni stimoli esterni.

Nel caso delle Cassiopee gli scienziati del California Institute of Technology hanno monitorato gli stadi in cui queste meduse si mettevano capovolte a testa in giù tramite delle videocamere ed hanno notato che le pulsazioni di questi celentarati durante la notte andavano a diminuire fino a 39 volte al minuto (contro le circa 59 delle ore diurne).

LGoentoro_Jellyfish-Research-4193-NEWS-WEB

Nel momento in cui poi il fondale veniva smosso per impedire lo stato di quiescenza, queste si risvegliavano quasi intorpidite, con delle visibili difficoltà di movimento iniziali. Infine, infastidendo le cassiopee con dei getti d’acqua costanti (ogni 10 secondi più o meno) riuscirono a impedirgli di entrare in quiescenza. Alterando il ciclo di riposo, le meduse iniziarono a riposare anche di giorno e in maniera continua cosa che sembra provare quindi la necessità di recuperare il sonno perduto.

Perché questa scoperta sembra così importante? Beh, le meduse come abbiamo scritto sopra sono tra gli animali più antichi del mondo, forse tra i primi, alcune tesi affermano che sono venute prima anche delle spugne. Il sonno è stato sempre collegato ai neuroni e ad individui più complessi dal punto di vista neuroanatomico, ma visto la semplicità della rete neurale che possiedono le cassiopee questo collegamento sembra non essere necessario. Le meduse sono gli individui più semplici dal punto di vista neurale che sembra entrino in stato di quiescenza.

 

Bibliografia

“The Jellyfish Cassiopea Exhibits a Sleep-like State.”

http://authors.library.caltech.edu/81662/2/mmc1.pdf

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: